Clown di corsia – La prima volta di Grissino – 2005
Nasco come clown di corsia un week end di Ottobre del 2005, dopo essere entrata a far parte dell’associazione “La Mole del Sorriso” e inizio a muovere i primi passi nel mondo dei clown di corsia.
Non sapevo bene a cosa andavo incontro, cosa significasse andare nei corridoi e stanze di ospedale, mascherata, truccata, col naso rosso, non sapevo bene come e cosa fare. Sì certo, avevo seguito un periodo di formazione in associazione durante il quale viene spiegato attraverso le esperienze dei volontari l’attività del clown di corsia, il famoso “ridere è una cosa seria”. Non si fa casino, si entra in punta di piedi, si chiede il permesso, non si urla, non ci si avvicina ai pazienti e altri accorgimenti da tenere in una stanza di ospedale. E’ un po’ diverso dal fare il clown in altri ambienti!
Ricordo il mio primo servizio all’IRCC di Candiolo .
Durante il trucco e la vestizione ero pervasa da un turbinio di emozioni, gioia e eccitazione miste a tanta paura.
Tante domande assalivano la mia mente:
“E se mi blocco?”, “Se non faccio ridere?, “Se sbaglio qualcosa?”, se se se …
Pensai di portarmi qualcosa da fare, nel caso avessi voluto e me la fossi sentita di partecipare attivamente (da neofiti si è sempre assistiti da clown di corsia esperti del “mestiere”!)
Misi un cordino in tasca che avevo da diversi anni col quale facevo un giochino di magia agli amici.
Arrivata a Candiolo iniziai a rilassarmi un pochino quando nella hall vidi tutti gli altri volontari clown colorati e sorridenti.
Si formarono i gruppi, di solito di tre persone, e dopo un lungo respiro …quarto piano arriviamo!
Avvisai i clown anziani che mi accompagnavano del cordino che avevo in tasca, nel caso la situazione ne avesse consentito l’uso.
“Toc toc? Possiamo fare un saluto?”
“Certo, entrate pure”
Quella fu la mia prima stanza di ospedale, inizialmente osservai quello che accadeva intorno a me, i compagni clown, il paziente, i parenti in visita. Dopo qualche minuto guardai i compagni e feci un cenno di intesa col capo e loro dissero:
“e poi qui abbiamo Grissino il mago del cordino!”
E fu così che io feci la mia prima magia in ospedale con il cordino!
Ruppi il ghiaccio e vestii, per dieci anni, i panni di Grissino all’IRCC di Candiolo.
Per un paio di sabati pomeriggio al mese si è ripetuto il medesimo rituale: trucco, vestiti, naso rosso, le magie, i palloncini, le barzellette, la fantasia, il miomodo di essere, emozioni, sentimenti, sguardi e si parte!
In stanza si inizia a giocare, delicatamente, piano piano, col paziente, coi parenti, con medici e infermieri, e si cerca per pochi minuti di alleggerire una situazione difficile, portare un po’ di distrazione, sorridere e far giocare insieme i bambini che sono in ognuno di noi.
E’ questa la magia del clown di corsia …giocare con delicatezza e sensibilità insieme, avendo la consapevolezza di dove ci si trova e di fronte a chi…ed ESSERE VERI!
Quando sei vero, quando mostri qualcosa di te funzioni, non importa se sbagli!
Pensateci… quando è che un attore vi fa ridere o piangere o vi suscita emozioni le più diverse? Quando mostra una parte di se’, di come è fatto.
E questo, vale anche in ospedale, ci si guarda negli occhi e scatta la magia, spesso non parlata, …et voilà .. si passa ad un’altra stanza.



Elena sei una ragazza meravigliosa, il racconto della tua esperienza mi ha toccato il cuore ,mi hai arricchito.
Grazie di aver condiviso le tue emozioni!!!
Grazie a te della visita Lara! Lo sai…sei la mia follower per eccellenza!
Gris… E come dimenticare il mio primo servizio a Candiolo con te e la Pokas… Ti ho pure battuta ad una gara di barzellette.
Aaaaahhhh le gare di barzellette! Mi hai battuta??? Non mi stupisco affatto! Ti ricordi le mie barzellette?!? Grazie Zia Matta della visita!
Semplicemente Grazie, un’introduzione delicatissima in un modo difficile, che alla maggior parte delle persone fa comprensibilmente paura. Ma tu hai saputo riassumere la bellezza che può esserci. E quindi, semplicemente GRAZIE 🥰
Grazie a te Paola del tuo commento che mi fa molto piacere. Sono contenta ti sia arrivato quanto volevo esprimere!